Nel nome del padre

14-18 giugno 2006, parco della Repubblica.
Festa della solidarietà e della cooperazione internazionale
Globalizziamo la pace e la giustizia

14 giugno, incontro con Alex Zanotelli

Alex Zanotelli
è l’ispiratore della rete Lilliput, uno degli organizzatori del social forum di Firenze, missionario comboniano. E dalla sua fede parte, citando la Bibbia, “il testo più denigrato e meno letto del mondo”. Touchè. Parafrasa, passo passo, una parte de L’Apocalisse, e si sofferma in particolare sulla parola “vidi”. Da qui, è un fiume in piena, ma la sua voce bassa e roca lo contiene, almeno all’apparenza. “Noi siamo ciechi. Nel paese in cui uno nasce è cieco, perché è prigioniero di quel sistema, di quella mentalità, di quella religione. Tutto sta in dove uno nasce”. Parole sante. Parole che scaturiscono dall’esperienza diretta, dall’avere toccato con mano, se è possibile toccare con mano una visione del mondo, altre realtà, anzi: le altre realtà: quelle dei relitti del pianeta, naufraghi nel mare di sabbia africano, o più semplicemente quelle dei relitti di Napoli, macerie di periferia nel quartiere Sanità. Mai nome fu meno azzeccato.
L’Apocalisse. “Sono tre le bombe che fra non molto ci esploderanno fra le mani”, cogliendoci stupidamente impreparati, aggiungo. “Uno: la collera dei poveri. Due: la bomba atomica. Tre: la bomba ecologica”.
Punto 1. Attualmente 1 miliardo di persone vive con meno di 1 euro al giorno, 2 miliardi con meno di 2. Fra 20 anni saranno 3 miliardi i poveri del pianeta. “Accumulare è rubare: se il cumulo è inutile, impedisce agli altri di vivere”. Considerando che le 3 maggiori “famiglie” del mondo, prima fra tutte Microsoft, fatturano l’equivalente del Pil di 48 stati africani – si parla di 600 milioni di persone – è facile capire come sia verosimile questa drammatica previsione: perché pochi possano usufruire della stragrande maggioranza delle risorse del pianeta, occorre che si poggino sulle spalle di quella maggioranza che elemosinerà gli scarti. “Queste famiglie sono legate a mafie, logge massoniche e servizi segreti. Il loro “pensiero” si esprime attraverso Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO)”. Parole pesanti. Ma motivate. Un esempio, ai più sconosciuto: da marzo a Ginevra si parla dei GATTS, della commercializzazione di 160 servizi, tra cui acqua, sanità, istruzione. Inutile dire cosa significhi privatizzare l’acqua, inutile illustrarne le conseguenze. Ci si può solo opporre, “i bisogni umani fondamentali sono diritti umani fondamentali”. Ci sono 800 milioni di persone strangolate dalla fame, di queste ne muoiono 50 milioni ogni anno. “No, non muoiono. Smettiamola di dire “muoiono”. Noi le uccidiamo. Adesso ci vogliono far credere che servano gli OGM per risolvere il problema, ma è solo una questione di giustizia”. (Aggiungo, semplificando: dietro agli OGM, considerati dai critici pericolosissimi poiché non se ne possono conoscere gli effetti né controllarne la proliferazione, c’è il solito interesse economico: creo una pianta che resiste a un certo parassita, e la brevetto; se la vuoi, mi devi pagare, salvo poi dovermi comprare anche il diserbante apposito per la nuova pianta, dato che il vecchio non scalfisce nemmeno i nuovi parassiti). Cosa significa che “li uccidiamo di fame?”. Semplice: dei 2500 miliardi di $ di debito dei paesi africani, oltre 230 sono solo di interessi che ci devono. La corsa alla solidarietà in casi di tragedie, quale per esempio lo Tsunami, è paradossale: diamo 10, mentre riscuotiamo 1000. Per inciso, gli Stati Uniti hanno contribuito alla ricostruzione dei paesi demoliti dallo Tsunami con fondi pari a 1 giorno e mezzo di guerra in Iraq. Secondo Stiglitz, premio Nobel per l’economia, ex vicedirettore della Banca Mondiale, autore fra l’altro del libro che consiglio “La globalizzazione e i suoi oppositori” (in cui parla delle politiche del FMI e della BM), questa guerra costa, solo agli americani, dai 1000 ai 2000 miliardi di euro. E veniamo dunque alle bombe.
Punto 2. “Ci sono nel mondo tante bombe atomiche sufficienti per fare saltare in aria 4 volte il pianeta”, “Non si capisce perché l’Iran non possa avere l’atomica (e impedirglielo val bene una guerra nucleare, aggiungo), e Israele, o gli Usa, o la Korea sì”. Antiamericanismo? Antisemitismo? Semplice buon senso. Per non parlare poi delle armi batteriologiche, “ce n’è tante da uccidere tutti gli esseri umani 5000 volte”. E le guerre, non sono certo una possibilità remota, né si va verso un miglioramento della situazione. Zanotelli ricorda le parole di Rumsfeld, gravissime e emblematiche: “Ritengo che sia una vittoria se tutto il mondo accetterà che siamo liberi di continuare con il nostro stile di vita”. Ma il “nostro” stile di vita, quanto costa? Non importa. La stessa Nato, con il trattato di Praga, ha ratificato l’assurda ideologia della guerra preventiva: laddove l’interesse dell’Occidente è minacciato, è possibile muovere guerra, una guerra di offesa. Dove l’interesse dell’Occidente è minacciato…non in Congo quindi, dove la guerra ha già fatto 4 milioni di morti, ma dove non c’è alcuna minaccia per “noi”, anzi: è lì che si estrae l’80% dell’uranio che viene utilizzato per fabbricare i nostri cellulari. E la guerra in Cecenia? Quando sentiremo parlare dei 250 mila ceceni morti? Le “poche” migliaia di iracheni sono niente al confronto…eppure…Ma veniamo a un’altra bomba, quella ecologica.
Punto 3. E’ tutto scritto in fonti ufficiali: Millennium Ecosystem, rapporto dell’ONU. “Se entro 50 anni il 20% del mondo non avrà cambiato economia, non si potrà più andare avanti. Se oggi tutti avrebbero questo stile di vita, occorrerebbero 4 pianeti per le risorse necessarie, e 4 per i rifiuti”. E non scordiamo che la Cina, che non conta proprio due gatti, consuma già oggi quanto gli Stati Uniti, eccetto che per il petrolio. E’ chiaro allora cosa si sottintende quando si parla di crescita sostenibile, termine di fronte al quale molti storcono il naso, infastiditi da questi catastrofisti?
***
La serata volge al termine. Zanotelli si lancia in un rapido prontuario dell’attivismo, del processo di riappropriazione dal basso della politica, schiava dei vertici economici e finanziari (”questo è il secolo della finanza”), di cui i politici non sono che il braccio legittimante. E allora fuori temi quali la Tav, un no deciso, la legge “incostituzionale” Bossi-Fini e i Cpt (su cui è sorta di recente una commissione parlamentare d’inchiesta), il potere del boicottaggio, mirato e organizzato, e ancora l’acqua (“le prime 8 multinazionali dell’acqua sono europee, la prendono ovunque, specie nel sud del mondo, e la rivendono come minerale. Bevete acqua minerale, è più sicuro: almeno potete fare causa al comune in caso di problemi”). E piccoli consigli pratici, per uno stile di vita sobrio e sostenibile: “Andate dal fornaio con la vostra borsina di stoffa e rifiutate la busta di plastica, basta usa e getta, fate la raccolta differenziata”. E una frase, detta non in chiusura, ma durante il vivo del discorso, ma che mi piace citare qui, a conclusione di questo resoconto di un incontro interessante e divertente (dopo l’incontro con il padre coboniano, gran dimostrazione di capoeira, con musica e canti brasiliani di accompagnamento).
Cito da Zanotelli, che usa le parole di San Francesco: “Se io ho, devo avere le armi per difendere quello che ho”. Come prima più di prima, parole sante.

Ancora nessun commento.

Ancora nessun commento.

Commenti RSS TrackBack Identifier URI

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment.