Ministro de che?

Per chi non lo sapesse, oggi inizia la settimana della cultura, a Modena come in tutta Italia. Cosa esattamente il termine “cultura” indichi siamo ancora lontani dal dirlo. Certo è che si nota una distanza abissale tra le tante definizioni che sociologi di oggi e di ieri ne hanno dato – rispecchiamento della società, coscienza collettiva, struttura di significati trasmessa storicamente, strumento di ordine – e quanto si legge nel manifesto della settimana della cultura, a firma del ministro per i beni e le attività culturali Rutelli, che ingloba nel paradigma politico economico attuale dominante una visione della cultura quale “fattore decisivo dell’identità nazionale e per la competitività e la crescita del Paese”. Ma Rutelli è lo stesso che votava i Dico, e poi dichiarava che sarebbe andato al family day se non fosse un ministro. Allora, che diventasse ministro di Dio, andasse alla manifestazione contro i dico e la famiglia, e la smettesse di parlare di cultura – sempre qualunque cosa questa sia – come se parlasse di un detersivo.

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