Come albergo la casa. Viaggiare con Hospitality club

di Andrea Solieri

Oltre 300mila soci in 207 Paesi: questi i numeri della più grande rete di scambio di ospitalità al mondo, l’Hospitality Club (www.hospitalityclub.org). Tecnicamente, un sito web su cui è pubblicata la disponibilità di persone da tutto il mondo ad ospitare altre persone nella propria casa per qualche giorno, o anche solo ad invitarle a cena o portarle a spasso per la città. Il tutto, senza spese per la persona ospitata (salvo eventuali rimborsi di pasti e telefonate). L’Hospitality Club, infatti, non è a scopo di lucro. E’ costituito da centinaia di volontari dai cinque continenti che dedicano il proprio tempo libero alla gestione del sito, animati dalla ferma convinzione che questa forma di scambi interculturali sia veicolo di conoscenza e comprensione reciproca, con conseguente riduzione della conflittualità tra i popoli e incremento della pace. Il nobile e alto principio non deve però spaventare: la mentalità che ne sta alla base è infatti quella dello scambio e della disponibilità a conoscere e farsi conoscere da altre persone. Per questo, è possibile fare parte di questa rete mondiale anche senza inseguire grandi ideali, e utilizzarla semplicemente nel limitato mondo della propria vita quotidiana. E’ il caso, per esempio, di Serena. 25 anni, residente a Modena, laureata al Dams (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo), la sua passione per il grande schermo l’ha portata per dieci giorni a Bologna, a lavorare nell’organizzazione del festival internazionale della letteratura e del cinema. Il tipo di lavoro, lungo e stancante, e questioni più strettamente economiche, l’hanno portata a scegliere Hospitality Club come soluzione ottimale per unire l’utile al dilettevole, ossia trovare una sistemazione per la notte a costo zero evitando la vita da pendolare e conoscere nuove interessanti persone. “Le prime tre notti ho dormito a casa di Ilaria, 24 anni, studentessa di Giurisprudenza, in stanza con lei nel letto di una sua coinquilina assente. Nonostante non ci conoscessimo assolutamente, già la prima sera, quando sono tornata a casa dal lavoro stanca e nervosa (non era stata una bella giornata…), mi ha tirato su, offrendomi da bere e da mangiare nel locale in cui lavora come cameriera, ascoltandomi e consigliandomi. E quando non era lei (che era sempre molto impegnata), erano le sue coinquiline a farmi compagnia. E’ capitato anche che restassi sola a casa, il che dimostra la fiducia che avevano in me”. Ancora maggiore la fiducia accordatale dal suo secondo ospite, Andrea, che le ha lasciato addirittura le chiavi di casa. “Da lui mi sono fermata una settimana. Dormivo nella sua stessa stanza, attrezzata con tre letti aggiuntivi proprio per queste situazioni. Non solo è stato molto “professionale”, ma anche molto premuroso: prima ancora che arrivassi, mi aveva comprato latte e biscotti per la colazione, visto che lui e i suoi coinquilini non sono soliti farla. Inoltre, tutte le sere, quando finivo di lavorare, venivano insieme a prendermi per evitarmi di fare da sola la strada verso casa, che si trova vicino alla stazione. Mi hanno trattato con ogni attenzione, anche troppa direi: non mi permettevano di “sdebitarmi”, perché io per loro ero l’ospite. Insomma, in entrambi i casi, da Ilaria e da Andrea, mi sono sentita come a casa mia.”

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Come si entra nel club

L’iscrizione al Club è semplice (anche se un po’ problematica per questioni di affollamento della rete). Basta registrarsi inserendo i propri dati (nome e cognome, indirizzo di casa e indirizzo di posta elettronica) e attendere una mail di conferma dai gestori. Dopodiché si potranno visionare tutti i profili degli altri membri del Club, e contattarli in caso di bisogno. Nel proprio profilo ciascuno specifica che tipo di disponibilità offre (sistemazione, accompagnamento, etc), oltre che eventuali informazioni aggiuntive su di sé. Quando si contatta un potenziale ospite, occorre riferirgli nome e cognome, numero di passaporto e username presso l’Hospitality Club: questo gli consente di controllare il profilo del richiedente prima di confermare la propria disponibilità. A conclusione di tutto, ospite e ospitato possono lasciare, ciascuno sul profilo dell’altro, un commento sull’esperienza vissuta così da dare indicazioni a tutti gli utenti sul trattamento ricevuto.

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