di Andrea Solieri
5 per 1000 uguale 345,2 milioni. Nessun errore, la matematica non è, improvvisamente, diventata un’opinione. Nemmeno quando lo stesso 5 per 1000 dia come risultato 15,8 milioni. Impossibile? Reale. Parola dell’Agenzia delle Entrate, che nei giorni scorsi ha reso pubblici gli elenchi relativi agli assegnatari, e relativi contributi, del 5 per mille per l’anno 2006. Introdotto in via sperimentale con la Finanziaria 2006, tale meccanismo consente al cittadino-contribuente di vincolare una quota (il 5 per 1000, appunto) della propria imposta sul reddito ad associazioni di volontariato, enti di ricerca scientifica e sanitaria, e, anche se non più dal 2007, a Comuni, identificando espressamente a chi devolvere il proprio contributo, o definendo più semplicemente il settore preferito. In questo secondo caso, i contributi vengono ripartiti tra i soggetti di quel settore, proporzionalmente alle preferenze ottenute da ciascuno. Così, capita che la fetta più consistente del 5 per mille sia appannaggio di pochi enti della ricerca particolarmente apprezzati, su tutti l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, e le restanti “briciole” siano distribuite fra una miriade di altri soggetti. Va detto, per precisione, che dei 15, 8 milioni di contribuenti, pari a circa il 60 % del totale, che hanno devoluto il 5 per mille, solo 13,4 milioni hanno espresso una scelta valida, per cui i potenziali 345,2 milioni di euro da ripartire sono in realtà 328,9. Comunque più di quei 250 milioni che il Governo aveva stabilito come tetto massimo per il 2007, prima di essere costretto dalla forza (inaspettata) dei numeri, e delle proteste (prima fra tutte la campagna del settimanale Vita “Alziamo il tetto”), a rivederlo, innalzandolo a 400 milioni di euro, tanto per il 2007 quanto per il 2008. Ma c’è chi vuole di più: Nova24 de Il Sole 24 Ore ha lanciato una petizione online per un “Cinque per mille stabile e senza limiti”, già firmata da personalità eccellenti, come Renato Dulbecco, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini e Umberto Veronesi.
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Italia
328,9 milioni di euro destinati complessivamente a oltre 29 mila beneficiari da 13,4 milioni di contribuenti, oltre 10 milioni dei quali ha espressamente scelto il destinatario del suo contributo, per un importo medio devoluto di 27,5 euro a testa. 192,9 milioni di euro sono andati alle quasi 21 mila associazioni di volontariato; 51,1 ai 439 enti e università di ricerca scientifica; 46,7 ai 49 enti di ricerca sanitaria; 37,9 agli 8.089 Comuni ammessi alla ripartizione.
Associazioni di volontariato. 1° Unicef (201 mila scelte espresse; 6 milioni di euro assegnati). Per scelte espresse: 2° Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani (183 mila); 3° Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (158 mila). Per importi assegnati: 2° Medici Senza Frontiere (5 milioni di euro); 3° Emergency (4,5 milioni di euro).
Ricerca scientifica. 1° Istituto europeo di oncologia (87.948 scelte; 7,8 milioni di euro); 2° Fondazione Centro San Raffaele (75 mila scelte; 6,7 milioni di euro); 3° Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro (71 mila scelte; 5,5 milioni di euro). L’Università di Modena e Reggio Emilia è al 23° posto.
Ricerca sanitaria. 1° Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (621 mila scelte; 28 milioni di euro); 2° Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (68 mila scelte; 3,1 milioni di euro); 3° Fondazione Umberto Veronesi (59 mila scelte; 3 milioni di euro).
Comuni. 1° Roma (43 mila scelte; 1,5 milioni di euro); 2° Milano (18 mila scelte; 756 mila euro); 3° Torino (16 mila scelte; 465 mila euro). Il Comune di Modena è 8°, preceduto, in Regione, da Bologna e Parma.
Provincia di Modena
A Modena, il più premiato è il Comune, con poco più di 9 mila preferenze e un importo assegnato di oltre 210 mila euro. Segue l’Associazione Italiana contro le Leucemie, espressamente designata da oltre 6 mila contribuenti modenesi, a cui andranno 152 mila euro. Poi l’Avis provinciale di Modena, con 5 mila preferenze e 117 mila euro assegnati. Quarta della lista, per preferenze espresse, si posiziona l’Università di Modena e Reggio Emilia, cui più di 4 mila cittadini hanno scelto di destinare il proprio 5 per mille. Università che risulta comunque prima per importo assegnato: quasi 225 mila euro. Premiate anche l’Associazione Bambini nel deserto (57 mila euro), l’ASEOP (48 mila euro), La Lega Italiana Lotta ai Tumori di Modena (30 mila euro), la Cooperativa sociale La Carovana (22 mila euro), l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (19 mila euro), l’Associazione Aut Aut e il Centro Soccorso Animali (16 mila euro), e via scendendo fino ai 56 euro destinati alla Cooperativa sociale Sole.
In Provincia, spiccano i 125 mila euro assegnati all’Associazione malati Oncologici di Carpi e la netta predominanza nelle prime posizioni delle diverse sezioni locali della Croce Blu: 74 mila euro a Castelfranco, Nonantola e S. Cesario; 32 mila euro a Soliera; 21 mila a Vignola; 19 mila a Mirandola; 18 mila a Maranello; 17 mila a San Felice; 13 mila a Pavullo; 10 mila a Cavezzo; 8 mila a Zocca; 6 mila a Castelnuovo. Importanti contributi anche alla Fondazione Casa dell’albero Onlus (39 mila euro) e alla Cooperativa sociale Nazareno (19 mila euro) di Carpi, all’Associazione Per vincere domani (43 mila euro) e all’ANFFAS (20 mila euro) di Sassuolo; alla Cooperativa sociale Alecrim Work di Maranello (18 mila euro); all’Associazione Rock No War di Formigine (18 mila euro); all’Organizzazione Overseas di Spilamberto (12 mila euro); alla Cooperativa sociale La lanterna di Diogene di Bomporto (8 mila euro).
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