di Andrea Solieri
Nuova battaglia per il 5 per 1000 in Italia. Il settimanale Vita, che aveva guidato quella per l’innalzamento del limite massimo di stanziamento all’urlo di “Alziamo il tetto”, l’ha definita “la riscossa degli esclusi”. A combatterla, le associazioni di volontariato escluse dall’assegnazione dei contributi del 2006 e del 2007 per ragioni formali.
Ad accendere la miccia, il Coordinamento dei Centri Servizi per il Volontariato dell’Emilia Romagna, che, armato di carta e penna, aveva inviato qualche settimana fa una lettera all’Agenzia delle Entrate, in cui dichiarava illegittime le cause di esclusione delle tante associazioni, e ne chiedeva la sanatoria per via amministrativa. In pochi giorni la rivolta cresceva, tanto che alla lotta si aggiungevano le associazioni escluse nel 2007, e le redini passavano al Coordinamento nazionale dei Centri Sevizi per il Volontariato. Il quale, il 6 marzo, scriveva ai ministri Paolo Ferrero (Solidarietà sociale) e Tommaso Padoa Schioppa (Economia e Finanze), ribadendo la richiesta di sanatoria “per quelle organizzazioni escluse solo per difetti formali” e chiedendo per il 2008 “di inserire alcune semplificazioni e modifiche della procedura emerse dall’esperienza di questi anni”. Così da evitare di ritrovarsi tutti, di nuovo, il prossimo anno, in questo conflitto puramente formale. In cui è coinvolta anche Modena, fin dall’inizio, come ci conferma Patrizia Baldini del Centro Servizi per il Volontariato (CSV) modenese.
“Eravamo a Bologna lo scorso 21 dicembre all’incontro tra il Coordinamento regionale dei CSV e la direzione dell’Agenzia delle Entrate dell’Emilia Romagna. Un incontro di natura tecnico-politica, volto a capire se e come fosse possibile trovare insieme una soluzione alla situazione delle associazioni escluse. Allora pensavamo solo a quelle del 2006, perché non erano ancora stati pubblicati (non lo sono tuttora) gli elenchi del 2007. Ma diverse associazioni cominciano a ricevere per raccomandata la comunicazione della loro esclusione per il 2007, e quindi ci si è mossi a livello nazionale anche per loro.” Per tutte, difetti formali nella documentazione fornita, come la mancata presentazione della fotocopia della carta d’identità o dell’autocertificazione del possesso dei requisiti. Il che apre una possibilità di azione legale – che si vuole tuttavia scongiurare – sulla base di una legge del 1990 secondo cui, quando i documenti necessari all’istruttoria di un procedimento sono già in possesso dell’Amministrazione, questa li deve acquisire d’ufficio. Senza chiederli di nuovo, insomma, al cittadino. Vale per l’identità, registrata all’anagrafe, ma anche per lo status di Onlus richiesto per l’ammissione ai benefici del 5 per 1000, visto che esiste un elenco a cui le associazioni devono essere iscritte.
“A Modena - continua Patrizia Baldini – su una ventina di associazioni escluse, una sola lo è stata per mancanza di requisiti (perché non ancora registrata come Onlus). Per tutte le altre, che sono state contattate una per una, si è trattato sempre di motivi formali, anche se tre di queste hanno presentato la domanda e poi non hanno di proposito consegnato i documenti richiesti, preferendo indirizzare i propri sostenitori verso altre associazioni ad esse collegate.” Come è possibile che così tante - 20 a Modena, 200 in Emilia Romagna, oltre 6000 in Italia – siano state così “sprovvedute”? “I tempi erano veramente strettissimi: solo pochi giorni dalla pubblicazione dei modelli alla data di presentazione delle domande. Personalmente, ricordo di averci lavorato su anche di notte. E quest’anno non si sa come sarà. Ancora, però, i modelli non sono stati pubblicati. Intanto qui al CSV riceviamo quotidianamente 4-5 telefonate di associazioni che ci chiedono come devono comportarsi. La nostra risposta è sempre la stessa: continuate a fare la vostra pubblicità per il 5 per 1000. Poi si vedrà.”
I precedenti fanno comunque ben sperare. L’anno scorso, il Governo battè in ritirata e fu costretto ad alzare il tetto massimo previsto per il 2007 da 250 a 400 milioni. Stessa cifra riconfermata per quest’anno, in cui si è impegnati su un nuovo fronte. Il risultato è ancora incerto, ma prevedibile: come nella precedente battaglia, anche in questa, probabilmente, la spunteranno i “buoni”.
Le escluse in provincia di ModenaSenza benefici
Secondo il CSV di Modena, che ha ricavato il dato scorrendo gli elenchi nazionali (per cui è legittimo un minimo margine di errore), sono 20 le associazioni escluse dai benefici del 5 per 1000 nel 2006.
A Modena: Associazione Angela Serra per la ricerca sul cancro; AUSER Autogestione dei Servizi per la solidarietà; AVPA Croce blu; Insieme in quartiere per la città; Nonsoloscuola; Prometeo; VIP Viviamo In Positivo; Coordinamento per le associazioni di volontariato per la cooperazione internazionale della provincia di Modena; Raggruppamento guardie ecologiche volontarie di Legambiente della provincia di Modena.
A Carpi: Associazione Panda Carpi; ORMA Associazione per la tutela ed il recupero di animali domestici; Progetto Chernobyl di Carpi, Novi e Soliera; Soccorso cinofilo Emilia Romagna.
A Vignola: Per non sentirsi soli.
A Formigine: Amici per la vita; Centro di aiuto alla vita Matilde Ronchetti; Sos mama.
In montagna: AVPA Croce blu di Palagano; Associazione Volontari Alta Val Dolo; AVSA Associazione Volontaria Servizio Ambulanza di Riolunato.
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