Numero 1. Il realismo di Panebianco

angelo panebiancoOggi, e non solo oggi, odio Angelo Panebianco. Politologo “d’impostazione teoretica liberale influenzata dall’elitismo (a una lettura rapida, ho felicemente invertito l e t) italiano e dal realismo politico” (wikipedia), è, ahimè, editorialista del Corriere della Sera. Su cui scrive, oggi, un detestabile editoriale dal titolo “L’ipoteca giustizialista”. Tesi di fondo: Veltroni, che si è comportato molto bene scegliendo di correre da solo e di smetterla con la demonizzazione dell’avversario, ha tuttavia toppato con la scelta di imbarcare un giustizialista come Di Pietro nel suo progetto. Una scelta “giustificata dalla volontà di «coprirsi» rispetto agli umori antipolitici che circolano nell’opinione pubblica”, dietro cui “non pare però che ci sia stata una attenta riflessione sui prezzi politici da pagare.” Di Pietro, infatti, “chiariva a tutti il senso della sua presenza politica proponendo, in pratica, l’esproprio proletario (sic!) di alcune reti televisive.” E via falsando e distorcendo il senso della realtà, e dei fatti.
Ma fermiamoci all’affermazione “esproprio proletario di reti televisive”, soprassedendo al ridicolo della stessa – pare di stare al supermercato: “No, questo detersivo non lo pago! E nemmeno queste due reti televisive! Potere al popolo!”. Traduciamola in termini reali e non farseschi, per analizzare il senso del discorso dell’Angelo. La previsione (presente nel programma presentato da Di Pietro a Veltroni per verificarne la compatibilità con la linea politica del PD) di alienazione da Mediaset e Rai di due reti ciascuna, sarebbe, per Panebianco, giustizialismo. E il solo avere inglobato un partito che si faccia promotore di questa ipotesi, rappresenta un rischio per “le future relazioni fra maggioranza e opposizione”. Non la realizzazione di un passo importante, conditio sine qua non, verso quel pluralismo televisivo da tutti invocato. Non, ove realizzata, l’esecuzione di ripetute, ripeto: ripetute sentenze della Corte costituzionale italiana, ribadite dalla Corte di giustizia europea, ribadisco: ribadite dalla Corte di giustizia europea, che hanno rilevato l’incostituzionale situazione di duopolio nel mercato televisivo italiano, e l’illegale occupazione delle frequenze da parte di Rete 4. No. Giustizialismo, probabilmente voluto da toghe rosse, da cui esproprio proletario.
Ecco perché oggi, e non solo oggi, odio Panebianco. Lo odio perché gente come lui trasforma l’asservimento al re in realismo politico.

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