“La censura politica en Europa es MONUMENTAL.” Parola di Fernando Solanas, documentarista argentino. In Europa, denuncia calorosamente, la disinformazione che i mezzi di comunicazione, televisione e giornali, fanno sull’America latina è incredibile. Non si trova una notizia vera, che descriva il profondo cambiamento in atto nelle nazioni sudamericane. Niente di niente. La visione che viene data del Sud America, e dei suoi attuali governanti – Kirchner, Chavez, Lula, Morales, Bachelet, ciascuno con le sue contraddizioni – è distorta, viziata da un sistema di riferimento che non accetta, per esempio, che un Paese ce la faccia con le proprie risorse, e che tali risorse possano essere pubbliche e non privatizzate in mano a multinazionali ingorde.
Solanas è un patriota argentino, un socialista sui generis, quasi un autarchico. Di certo una persona con una chiara idea di giustizia sociale. I suoi lavori parlano per lui. Ho visto “La dignidad de los nadies” (La dignità degli ultimi), che rappresenta in maniera reale e poetica le condizioni di vita di milioni di argentini abbattuti dalla crisi economica di inizio millennio, ma pronti a manifestare, a vivere in case occupate, ad abitare per strada in accampamenti improvvisati, ad autogestirsi. A resistere, lì, nel loro Paese. E ho visto “Argentina latente”, altro documentario sulla forza dell’Argentina, sulla competenza dei suoi ricercatori, sulla ricchezza delle sue risorse. Sul popolo che si riappropria della terra, delle fabbriche, delle università. Ancora una volta, che resiste.
Ho visto questi suoi due documentari, entrambi parte di un progetto iniziato nel 2004 con “Memoria del saqueo” e che si concluderà con il prossimo documentario, attualmente in produzione, “Invisiveis”. E l’ho sentito parlare, l’ho visto ardere di rabbia per chi, rassegnato, sceglie di abbandonare la propria terra al suo destino, anziché restare e lottare, per costruire per se stessi, e per il proprio Paese, un futuro dignitoso.
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