Un condominio. Questo è la Palestina. Con tanti inquilini. Nei secoli, addirittura nei millenni, se ne sono succeduti diversi, provenienti da terre vicine e lontane, in un ricambio continuo. Chi se ne andava in cerca di una sistemazione migliore, chi veniva sfrattato e allontanato coattamente. Uno partiva, un altro arrivava. Qualcuno, addirittura, ritornava, per scappare da ospiti intolleranti, che avevano trasformato una doccia comune in una camera a gas. E si dirigeva qua, dritto verso la casa dei suoi sogni. La sua casa promessa. Che, d’un tratto, è apparsa troppo piccola per tutti.
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Qualcuno deve lasciare il suo appartamento, volente o nolente. Che vada a stare dal vicino, se è d’accordo. Ne troverà riparo, e non più, come è stato fino ad oggi, solo un aiuto per pagare l’affitto e procurarsi un buon divano. In fondo, di là dal fiume, e dal canale, chi ha fratelli, chi cugini, chi compagni di giochi. Perdipiù, oltreoceano, l’autoproclamatosi amministratore di tutti i condomini del mondo, che vive tra case bianche e strambi edifici a cinque lati, sostiene gli sgomberi. Nonostante le petizioni degli amici vicini, quelli che abitano nel palazzo di vetro, che non sono d’accordo. Ma poi, quando è il momento di presentarsi dal giudice, restano a casa davanti alla tv. E intanto, i legittimi proprietari diventano, nell’indifferenza generale, abusivi. Ospiti indesiderati.
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Se ne devono andare. E se non basta una riunione di condominio per convincerli, si usi un bulldozer per abbattere le porte dei loro appartamenti. Si occupino i piani in cui la maggior parte di loro vive, e si incentivino, con locali dotati di idromassaggio e ascensore in casa, alcuni dei nostri ad insediarsi là, per disturbarli, fare sentire la nostra presenza, allargarci. Si chiudano i rubinetti dell’acqua e quelli della luce, e si impedisca al ragazzo della spesa di consegnare la merce, specie in quel corridoio, noto covo di sovversivi. Si costruiscano grate di ferro nei passaggi, che si aprano solo due volte a settimana, che, se dal quarto piano vuoi andare a fare visita ai tuoi genitori al secondo, anziché due minuti ci impieghi due ore. Si costruisca, infine, un muro di pietra e filo spinato ed elettrico, che separi noi, legittimi proprietari, da loro, abusivi. Per evitare che vengano di qua e facciano esplodere il loro rancore.
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Certo, tutto questo è illegittimo, lo ha detto anche il tribunale, dove è di casa la giustizia. Ma non importa. Occuparsi della questione condominiale, nelle stanze dei bottoni di tutto il mondo, è più fastidioso di un rogito. Anche nel condominio Italia. Se vivi in una monumentale villa con mausoleo o in un elegante loft, hai altro a cui pensare. A garantirti un posto nella Camera con vista, per esempio, e a partecipare all’ennesimo teatrino nel salotto televisivo. O ad arredare il soggiorno del tuo nuovo yacht a Porto Venere, e a prenotare per tempo il tuo bagno a Forte dei Marmi. Se, poi, vivi in un monolocale a 800 euro al mese, figuriamoci. Altro che quel condominio là. La tua guerra, quotidiana, è qua.
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